puffer e accumuli

Il puffer, o accumulo, è un vero è proprio volano termico per le caldaie a biomassa siano esse caldaie a legna, caldaie a pellet o caldaie a cippato (e per tutte le altre). Per gli impianti a biomassa il puffer risulta essere sempre consigliabile, se non necessario. Questo si presenta come un contenitore cilindrico posto in verticale  e ben coib...

Il puffer, o accumulo, è un vero è proprio volano termico per le caldaie a biomassa siano esse caldaie a legna, caldaie a pellet o caldaie a cippato (e per tutte le altre). Per gli impianti a biomassa il puffer risulta essere sempre consigliabile, se non necessario. Questo si presenta come un contenitore cilindrico posto in verticale  e ben coibentato.

 

 

Una serpentina collegata allo scambiatore della caldaia a biomassa riscalda l'acqua di cui è riempito. Per ben codificate leggi della fisica, l'acqua all'interno del puffer si stratifica in funzione della sua temperatura (e dunque della sua densità). L'acqua più calda (circa 70 °C) si troverà nella parte superiore mentre quella più fredda (anche 20 °C) si troverà nella parte inferiore dello stesso. L'acqua di mandata della caldaia  avrà una escursione termica di circa 40-45 °C rispetto a quella di ritorno. Per questo motivo, dopo che l'acqua della caldaia ha circolato nella serpentina all'interno del puffer, e prima di rientrare nello scambiatore della caldaia a legna, pellet o cippato, viene mescolata con acqua più calda per farla rientrare nello scambiatore ad una temperatura superiore, oltre 55 °C (attraverso l'azione della valvola a tre vie). Sfruttando la stratificazione all'interno del puffer, è possibile ottenere acqua a differenti temperature. Così, se si vuole alimentare un circuito a termosifoni classico si preleverà l'acqua dalla parte superiore del puffer, se si vuole acqua calda sanitaria si preleverà a mezza altezza, mentre se si vuole alimentare un sistema radiante (tipicamente a pavimento) si preleverà acqua a circa 1/3 dell'altezza del puffer. Si tratta comunque di circuiti idraulici tutti distinti tra loro. Attualmente i puffer più evoluti sono quelli detti "Tank in Tank". Questi ultimi presentano un secondo puffer, interno al primo che rifornisce il circuito dell'acqua calda sanitaria (che ricordiamo deve essere connessa alla rete idrica esterna, riscaldata e poi mandata nel circuito dello stabile). Attualmente questi sistemi sono altamente garantiti dal punto di vista igienico, e realizzati al fine di evitare problemi quali salmonellosi o infezioni batteriche generiche. Inoltre la loro realizzazione costruttiva permette di contenere gli ingombri ma di contro hanno una certa inerzia nel portare a temperatura il comparto ACS. Spesso, se non vi sono problemi di spazio, si usa accoppiare esternamente al puffer un secondo serbatoio (bollitore) per ACS con lo scopo di produre acqua calda in tempi molto più rapidi (però con costi maggiori di materiale).  I circuiti di riscaldamento, quali quello dei termosifoni o quello radiante, sono circuiti chiusi e l'acqua che in essi vi circola è sempre la stessa. I puffer più evoluti presentano sensori di temperatura distribuiti lungo il loro asse verticale; in questo modo la centralina elettronica modula la potenza erogata dalla caldaia per mantenere costante nel tempo, a parità di quota, la temperatura dell'acqua all'interno del puffer. Nei puffer in cui vi circola acqua a temperatura massima di 70-75 °C vi è, generalmente, un rivestimento in teflon ma per temperature maggiori si usano altri materiali per il rivestimento interno; questa tecnologia permette di ottenere puffer di volume massimo di 2000 litri.

 

 

Ai puffer più tecnologi possono essere connessi contemporaneamente: caldaie a biomassa, caldaie di vecchia generazione e impianti che sfruttano l'energia solare (pannelli solari termici). Questo permette: 1) assicurare nei momenti di consumo di punta un surplus di calore, 2) utilizzare l'energia solare in luogo che la combustione di pellet legna o cippato in estate, 3) risparmiare denaro

 

 

Il volume del puffer si determina in funzione della potenza della caldaia installata. Nei casi in cui vi è la necessità di soddisfare molteplici utenze sanitarie (alberghi, bed & breakfast, agriturismi etc) si possono studiare sistemi a capacità maggiorata o sistemi di puffer in parallelo. In genere un puffer di grandi dimensioni giova alla longevità della caldaia, al comfort abitativo e alla capacità di mantenere calda l'acqua anche con la caldaia ai regimi di potenza minimi.

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